
Marco Stagnozzi
Il primo di una serie.
Il titolo è ironico. Per "aria aperta" intendo lo spazio subcoscente interiore, uno spazio indefinito in cui spesso si vaga con piacere ma senza meta.
Vorrei poi citare un maestro dell'astratto, così, perchè queste parole possano aiutare alla lettura:
"...Quest'impossibilità e inutilità (nell'arte) di copiare l'oggetto senza alcun fine, questo desiderio di togliere all'oggetto ciò che ha di espressivo, sono i punti di partenza dai quali l'artista deve prendere l'avvio nel suo ulteriore discostarsi dalla colorazione "letteraria" dell'oggetto per tendere a fini puramente artistici (ovvero pittorici).
Questa via conduce alla composizione.
La composizione puramente pittorica deve affrontare in relazione alla forma due compiti:
1) la composizione dell'intero quadro;
2) la creazione delle singole forme, le quali stanno in varie combinazioni fra loro, sempre subordinandosi alla composizione del tutto.
Così vari oggetti (reali o eventualmente astratti) vengono subordinati nel quadro a una grande forma e vengono modificati in modo da adeguarsi a questa forma, da creare questa forma..."
Wassily Kandinsky sulla pittura: l'effetto del colore.
